Italy Implementation decree on internationalization of companies

Implementation decree on internationalization of companies

On September, 14th 2015 Italy approved the legislative decree n. 147, aimed at growth and internationalization of companies.
The purpose of this law is basically to attract new foreign investments in Italy.
Two important provisions of the decree are summarized below.

Profit attribution to Italian permanent establishments (art. 7)

The new provision repeals the domestic so called ‘force of attraction rule’, currently providing for taxation of the permanent establishment of certain income realized in Italy although not effectively connected with it (this domestic provision is overridden by applicable Treaty provisions).

It is now stated that the attribution of profit to the permanent establishment follows the approach of art. 7, par 2 of the OECD MC (‘as it were a separate and independent enterprise’) and the OECD Report on attribution of profits to permanent establishments of 2008 and 2010. It is finally provided that also the so called ‘internal dealings’ between a permanent establishment and its own foreign headquarter must be at arm’s length.

Italian text:                            

Art. 7 –  Stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti

1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 151 e’ sostituito dal seguente:

«Art. 151 (Reddito complessivo  delle  societa’  e  degli  enti commerciali  non  residenti).  –  1.  Il  reddito  complessivo  delle societa’ e degli enti commerciali non residenti di cui  alla  lettera d) del comma 1 dell’articolo  73  e’  formato  soltanto  dai  redditi prodotti nel territorio dello Stato, ad esclusione di  quelli  esenti da imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla  fonte  a  titolo  di imposta o ad imposta sostitutiva.

  1. Si considerano prodotti nel territorio dello  Stato  i  redditi indicati nell’articolo 23.
  2. Tali  redditi,  ad  eccezione  dei  redditi  d’impresa  di  cui all’articolo 23, comma 1,  lettera  e),  ai  quali  si  applicano  le disposizioni di cui al successivo articolo 152, concorrono a  formare il reddito complessivo e sono determinati secondo le disposizioni del Titolo I, relative alle categorie nelle quali rientrano. Dal  reddito complessivo si deducono gli oneri indicati all’articolo 10, comma  1, lettere a) e g). In caso di rimborso degli oneri dedotti ai sensi del presente articolo, le somme corrispondenti concorrono  a  formare  il reddito complessivo del  periodo  di  imposta  nel  quale  l’ente  ha conseguito il rimborso. Si applicano  le  disposizioni  dell’articolo 101, comma 6.
  3. Dall’imposta lorda si detrae  fino  alla  concorrenza  del  suo ammontare un  importo  pari  al  diciannove  per  cento  degli  oneri indicati alle lettere a), g), h), h-bis), i), i-bis), e i-quater) del comma 1, dell’articolo 15. In caso di rimborso di oneri per  i  quali si e’ fruito della detrazione l’imposta dovuta, per  il  periodo  nel quale la societa’ o l’ente ha conseguito il rimborso e’ aumentata  di un importo pari al diciannove per cento dell’onere rimborsato.
  4. Per le societa’ commerciali di tipo diverso da quelli  regolati nel codice civile si applicano le disposizioni di cui al commi 1, 2 e 3.»;

b) l’articolo 152 e’ sostituito dal seguente:

«Art.  152  (Reddito  di  societa’  ed  enti  commerciali   non residenti derivante da attivita’ svolte nel  territorio  dello  Stato mediante stabile organizzazione). – 1. Per le  societa’  e  gli  enti commerciali con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, il reddito della stabile organizzazione  e’  determinato  in  base  agli utili e alle perdite ad essa riferibili, e  secondo  le  disposizioni della Sezione I, del Capo  II,  del  Titolo  II,  sulla  base  di  un apposito rendiconto economico e patrimoniale, da redigersi secondo  i principi contabili  previsti  per  i  soggetti  residenti  aventi  le medesime caratteristiche, salva quella della emissione  di  strumenti finanziari ammessi alla  negoziazione  in  mercati  regolamentati  di qualsiasi Stato membro dell’Unione  europea  ovvero  diffusi  tra  il pubblico di cui all’articolo 116 testo unico  delle  disposizioni  in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

  1. Ai fini del comma 1, la  stabile  organizzazione  si  considera entita’ separata e indipendente, svolgente  le  medesime  o  analoghe attivita’, in condizioni identiche o similari,  tenendo  conto  delle funzioni svolte, dei rischi assunti e dei beni utilizzati.  Il  fondo di  dotazione  alla  stessa  riferibile  e’  determinato   in   piena conformita’ ai criteri definiti in sede  OCSE,  tenendo  conto  delle funzioni svolte, dei rischi assunti e dei beni utilizzati.
  2. I componenti di reddito attribuibili alle stabili organizzazioni relativamente alle transazioni e  alle  operazioni  tra  la  stabile organizzazione  e  l’entita’  cui   la   medesima   appartiene   sono determinati ai sensi dell’articolo 110, comma 7.
  3. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  anche  alle societa’ commerciali di tipo diverso da quelli  regolati  nel  codice civile.»;

c) l’articolo 153 e’ sostituito dal seguente:

«Art. 153 (Reddito complessivo degli enti non  commerciali  non residenti). – 1. Il reddito complessivo delle societa’ e  degli  enti non commerciali non  residenti  di  cui  all’articolo  73,  comma  1, lettera d), e’ formato soltanto dai redditi prodotti  nel  territorio dello Stato, ad esclusione di quelli esenti da imposta  e  di  quelli soggetti a ritenuta alla fonte a  titolo  di  imposta  o  ad  imposta sostitutiva.

  1. Si considerano prodotti nel territorio dello  Stato  i  redditi indicati nell’articolo 23.
  2. Il reddito complessivo degli enti non commerciali e’ determinato secondo le disposizioni del  Titolo  I,  ad  eccezione  dei  redditi d’impresa di cui all’articolo 23, comma 1, lettera e),  ai  quali  si applicano le disposizioni dell’articolo 152. Dal reddito  complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione del  reddito d’impresa che concorre a formarlo, gli  oneri  indicati  all’articolo 10,  comma  1,  lettere  a)  e  g).  Si   applica   la   disposizione dell’articolo 146, comma 1, secondo periodo.
  3. Dall’imposta lorda si detrae, fino  alla  concorrenza  del  suo ammontare, un importo  pari  al  diciannove  per  cento  degli  oneri indicati all’articolo 15, comma 1, lettere a), g),  h),  h-bis),  i), i-bis) e i-quater). La detrazione spetta a condizione che i  predetti oneri non siano deducibili nella determinazione del reddito d’impresa che  concorre  a  formare  il  reddito  complessivo.  Si  applica  la disposizione dell’articolo 147, comma 1, terzo periodo.
  4. Agli enti non commerciali che esercitano attivita’  commerciali mediante  stabili  organizzazioni  nel  territorio  dello  Stato,  si applicano l’articolo 144, comma 5, e l’articolo 152.
  5. Sono altresi’ deducibili:

a) le erogazioni liberali in denaro a  favore  dello  Stato,  di altri enti  pubblici  e  di  associazioni  e  di  fondazioni  private legalmente riconosciute, le quali, senza scopo di lucro,  svolgono  o promuovono attivita’ dirette alla tutela del  patrimonio  ambientale, effettuate per l’acquisto, la tutela e la valorizzazione  delle  cose indicate all’articolo 139, comma 1, lettere  a)  e  b),  del  decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, facenti parte degli  elenchi  di cui all’articolo 140, comma 1, del  medesimo  decreto  legislativo  o assoggettati al vincolo della inedificabilita’ in base  ai  piani  di cui  all’articolo  149  dello  stesso  decreto   legislativo   e   al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con  modificazioni, dalla legge 8  agosto  1985,    431,  ivi  comprese  le  erogazioni destinate all’organizzazione di mostre e di esposizioni, nonche’ allo svolgimento di studi e ricerche aventi ad oggetto le cose  anzidette; il mutamento di destinazione degli immobili indicati alla lettera  c) del presente comma, senza la preventiva autorizzazione  del  Ministro dell’ambiente, e della tutela del territorio, come  pure  il  mancato assolvimento degli obblighi di legge per consentire  l’esercizio  del diritto di  prelazione  dello  Stato  sui  beni  immobili  vincolati, determina la indeducibilita’ delle spese  dal  reddito.  Il  Ministro dell’ambiente  e  della   tutela   del   territorio   da’   immediata comunicazione ai competenti uffici  tributari  delle  violazioni  che comportano la decadenza dalle agevolazioni; dalla data di ricevimento della comunicazione iniziano a decorrere i termini per  il  pagamento dell’imposta e dei relativi accessori;

b) le erogazioni liberali in denaro a  favore  di  organismi  di gestione di parchi e riserve naturali, terrestri e marittimi, statali e  regionali,   e   di   ogni   altra   zona   di   tutela   speciale paesistico-ambientale  come  individuata  dalla  vigente  disciplina, statale e regionale, nonche’ gestita dalle associazioni e  fondazioni private indicate alla lettera a), effettuate per sostenere  attivita’ di conservazione, valorizzazione, studio, ricerca e sviluppo  dirette al  conseguimento  delle  finalita’   di   interesse   generale   cui corrispondono tali ambiti protetti;

c) le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione  e alla  protezione  degli  immobili  vincolati  ai  sensi  del  decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, facenti parte degli  elenchi  di cui all’articolo 140, comma 1  del  medesimo  decreto  legislativo  o assoggettati al vincolo della inedificabilita’ in base  ai  piani  di cui  all’articolo  149  dello  stesso  decreto  legislativo,   e   al decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con  modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431.

  1. Il Ministro dell’ambiente e  la  tutela  del  territorio  e  la regione, secondo le rispettive attribuzioni  e  competenze,  vigilano sull’impiego delle erogazioni di cui alle lettere a),  b)  e  c)  del comma 6  del  presente  articolo  effettuate  a  favore  di  soggetti privati,  affinche’  siano  perseguiti  gli  scopi  per  i  quali  le erogazioni stesse  sono  state  accettate  dai  beneficiari  e  siano rispettati i termini per l’utilizzazione concordati  con  gli  autori delle erogazioni. Detti termini possono  essere  prorogati  una  sola volta dall’autorita’ di  vigilanza,  per  motivi  non  imputabili  ai beneficiari.»;

d) l’articolo 154 e’ abrogato.

  1. All’articolo 12 del decreto legislativo 15  dicembre  1997,  n. 446, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente: «2-bis. Il valore della produzione  netta  derivante  da  una   stabile   organizzazione   e’ determinato  sulla  base  di  un  apposito  rendiconto  economico   e patrimoniale, da redigersi secondo i principi contabili previsti  per i soggetti residenti aventi le medesime caratteristiche, salva quella della emissione di strumenti finanziari ammessi alla negoziazione  in mercati regolamentati di qualsiasi Stato membro  dell’Unione  europea ovvero diffusi tra il pubblico di cui all’articolo  116  testo  unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di  cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998,  n.  58.  A  tali  fini,  si applicano le disposizioni dell’articolo 152, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.».
  2. Ai fini della disposizione di cui all’articolo  152,  comma  2, secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, cosi’ come modificato dalla lettera b)  del  comma  1,  del  presente articolo, i metodi di calcolo del fondo di dotazione sono individuati con  uno  o  piu’  provvedimenti  del  Direttore  dell’Agenzia  delle entrate, il primo dei quali da emanarsi entro  novanta  giorni  dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto.  Relativamente  ai periodi di imposta iniziati prima dell’emanazione  del  provvedimento riguardante  lo  specifico  settore  di   appartenenza,   l’eventuale rettifica in aumento  del  reddito  imponibile  o  del  valore  della produzione netta conseguente alla valutazione  della  congruita’  del fondo di dotazione ai sensi del citato articolo  152  non  da’  luogo all’applicazione di sanzioni.
  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano a  decorrere dal periodo di imposta successivo a quello  in  corso  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto.

2. All’articolo 12 del decreto legislativo  15  dicembre  1997,  n. 446, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente: «2-bis. Il valore della produzione  netta  derivante  da  una   stabile   organizzazione   e’ determinato  sulla  base  di  un  apposito  rendiconto  economico   e patrimoniale, da redigersi secondo i principi contabili previsti  per i soggetti residenti aventi le medesime caratteristiche, salva quella della emissione di strumenti finanziari ammessi alla negoziazione  in mercati regolamentati di qualsiasi Stato membro  dell’Unione  europea ovvero diffusi tra il pubblico di cui all’articolo  116  testo  unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di  cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998,  n.  58.  A  tali  fini,  si applicano le disposizioni dell’articolo 152, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.».

3. Ai fini della disposizione di cui all’articolo 152,  comma  2, secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, cosi’ come modificato dalla lettera b)  del  comma  1,  del  presente articolo, i metodi di calcolo del fondo di dotazione sono individuati con  uno  o  piu’  provvedimenti  del  Direttore  dell’Agenzia  delle entrate, il primo dei quali da emanarsi entro  novanta  giorni  dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto.  Relativamente  ai periodi di imposta iniziati prima dell’emanazione  del  provvedimento riguardante  lo  specifico  settore  di   appartenenza,   l’eventuale rettifica in aumento  del  reddito  imponibile  o  del  valore  della produzione netta conseguente alla valutazione  della  congruita’  del fondo di dotazione ai sensi del citato articolo  152  non  da’  luogo all’applicazione di sanzioni.

4. Le disposizioni del presente articolo si applicano a  decorrere dal periodo di imposta successivo a quello  in  corso  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto.

Simplified CFC rules (art. 8)

As of 2015 (for calendar year taxpayers):

  • Advance rulings, currently required to exclude the application of CFC rules, are no longer mandatory, provided that the taxpayer can provide evidence of ‘safe harbor’ conditions during a tax audit. It is however required that, if an advance ruling was either not requested or denied, the relative investment must be separately reported in the income tax return. If the taxpayer fails to comply with this reporting requirement, specific fines apply;
  • Before issuing a CFC income assessment, the tax authorities allow the taxpayer to provide evidence of ‘safe harbor’ conditions by responding to a formal request for information. A tax assessment, if any, can be issued only after 90 days, otherwise it is null and void. The tax assessment notice, if issued, must include specific comments regarding the information provided by the taxpayer;
  • The CFC regime no longer applies to ‘affiliated companies’ (companies that are less than 51% owned and not under ‘control’);
  • As for the CFC rules applicable to controlled entities located in non-black list jurisdictions (including EU Member States), a specific statement of practice will identify simplified criteria to assess if the effective level of taxation on the foreign entity is lower than 50 percent of the one applicable if the latter was resident in Italy (condition for the CFC rules to apply).

Italian text:                            

Art. 8 – Disciplina delle controllate e delle collegate estere

1. All’articolo 167 del testo unico  delle  imposte  sui  redditi, approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1.  Se  un  soggetto residente in Italia detiene,  direttamente  o  indirettamente,  anche tramite societa’ fiduciarie o per interposta persona, il controllo di un’impresa, di una societa’ o altro ente, residente o localizzato  in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al  decreto  o al provvedimento emanati ai sensi del comma 4, i  redditi  conseguiti dal soggetto estero controllato  sono  imputati,  a  decorrere  dalla chiusura dell’esercizio o periodo di  gestione  del  soggetto  estero controllato, ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da  essi    Tale  disposizione  si  applica  anche  per   le partecipazioni di controllo in soggetti non  residenti  relativamente ai redditi derivanti da loro stabili organizzazioni  assoggettati  ai predetti regimi fiscali privilegiati.»;

b) nel comma 5, alla lettera b), le parole: «in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del  Ministro  dell’economia  e delle  finanze  emanato  ai  sensi   dell’articolo   168-bis»,   sono sostituite dalle seguenti: «in Stati o  territori  a  regime  fiscale privilegiato di cui al comma  4».  Inoltre,  nell’ultimo  periodo  la parola: «deve» e’ sostituita dalla seguente: «puo’»;

c) nel comma 6, il penultimo periodo e’ sostituito dal seguente: «I redditi sono determinati in base alle disposizioni applicabili ai soggetti  residenti  titolari  di  reddito  d’impresa,  ad  eccezione dell’articolo 86, comma 4.»;

d) nel comma 8-bis e’ aggiunto, in fine, il  seguente  periodo: «Con provvedimento del  Direttore  dell’Agenzia  delle  entrate  sono indicati  i  criteri  per  determinare  con  modalita’   semplificate l’effettivo livello di tassazione di cui alla precedente lettera  a), tra cui quello dell’irrilevanza delle variazioni non permanenti della base imponibile.»;

e) nel comma 8-ter, l’ultimo periodo e’ sostituito dai seguenti: «Ai fini  del  presente  comma  il  contribuente  puo’  interpellare l’Amministrazione finanziaria secondo le modalita’ indicate nel comma 5. Per i  contribuenti  che  aderiscono  al  regime  dell’adempimento collaborativo l’interpello di cui al precedente periodo  puo’  essere presentato indipendentemente dalla verifica delle condizioni  di  cui alle lettere a) e b) del comma 8-bis.»;

f) dopo il comma 8-ter sono  introdotti  i  seguenti:  «8-quater. L’Amministrazione  finanziaria,  prima  di  procedere   all’emissione dell’avviso di accertamento d’imposta o  di  maggiore  imposta,  deve notificare all’interessato un apposito  avviso  con  il  quale  viene concessa al medesimo la  possibilita’  di  fornire,  nel  termine  di novanta giorni, le prove per la  disapplicazione  delle  disposizioni del comma 1 o del comma 8-bis. Ove l’Amministrazione finanziaria  non ritenga idonee le prove addotte, dovra’ darne  specifica  motivazione nell’avviso di accertamento. Fatti salvi i casi in cui la  disciplina del presente articolo sia stata applicata ovvero non lo sia stata per effetto dell’ottenimento di una risposta  favorevole  all’interpello, il  socio  residente  controllante  deve  comunque  segnalare   nella dichiarazione dei redditi la detenzione di partecipazioni in  imprese estere controllate di cui al comma 1 e al comma 8-bis. In tale ultimo caso l’obbligo di  segnalazione  sussiste  solo  al  ricorrere  delle condizioni di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 8-bis. 8-quinquies. Le esimenti previste nel comma 5 e nel comma 8-ter non devono essere dimostrate in sede di controllo qualora il contribuente abbia  ottenuto  risposta  positiva  al  relativo  interpello,  fermo restando il potere dell’Amministrazione finanziaria di controllare la veridicita’ e completezza delle  informazioni  e  degli  elementi  di prova forniti in tale sede.».

2. Nell’articolo 8 del decreto legislativo 18 dicembre  1997,  n. 471, dopo il comma 3-bis, e’ aggiunto il seguente: «3-quater.  Quando l’omissione  o  incompletezza  riguarda  la   segnalazione   prevista dall’articolo 167, comma 8-quater, terzo  periodo,  del  testo  unico sulle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  si  applica  una  sanzione amministrativa pari al dieci per cento  del  reddito  conseguito  dal soggetto estero partecipato e imputabile nel periodo d’imposta, anche solo  teoricamente,  al  soggetto  residente  in   proporzione   alla partecipazione detenuta, con un minimo di 1.000 euro ed un massimo di 50.000 euro. La sanzione nella misura minima  si  applica  anche  nel caso in cui il reddito della controllata estera sia negativo.».

3. L’articolo 168 del testo  unico  delle  imposte  sui  redditi, approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre 1986, n. 917, e’ abrogato e nell’articolo 110, comma 12, del medesimo testo unico le parole: «o 168» sono soppresse.

4. Le disposizioni del presente articolo si applicano a  decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata  in  vigore  del presente decreto. Relativamente alle disposizioni di cui al comma  3, per gli utili distribuiti dal soggetto non residente a decorrere  dal periodo di imposta in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del presente   decreto   continuano   ad   applicarsi   le   disposizioni dell’articolo 3, commi 3 e 4, del decreto del Ministro  dell’economia e delle finanze 7 agosto 2006, n. 268. Ai soli  fini  del  precedente periodo,  gli  utili  distribuiti  dal  soggetto  non  residente   si presumono  prioritariamente  formati  con   quelli   assoggettati   a tassazione separata.

Foreign tax credit expanded (art. 15)

As of January 1st 2015, foreign tax credit will include taxes paid on foreign source income until when the Italian Company files its income tax return (currently 30 September of the following year).
In addition, the carry backward option allowed today only for taxes paid by a foreign PE, is extended also to foreign taxes paid on all types of income earned by the Italian Company.
Tax credits are granted for all types of foreign income taxes paid, either if they fall within the definition provided by the applicable Tax Treaty in force with Italy, or not (uncertain cases should be cleared in advance with the tax authorities, via a ruling).

Italian text:                            

Art. 15 –  Credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero

1. All’articolo 165 del testo unico  delle  imposte  sui  redditi, approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 5, le parole da: «Per i redditi d’impresa  prodotti» sino a: «Titolo II,» sono soppresse e dopo le parole «la  detrazione» sono aggiunte le seguenti: «di cui al comma 1»;

b) al comma 6, le parole da:  «Nel  caso  di  reddito  d’impresa prodotto» fino a: «medesimo reddito  estero»  sono  sostituite  dalle seguenti: «L’imposta estera pagata a  titolo  definitivo  su  redditi prodotti nello stesso Stato estero  eccedente  la  quota  di  imposta italiana relativa ai medesimi redditi esteri».

2. L’articolo 165, comma 1, del  testo  unico  delle  imposte  sui redditi, approvato con decreto del  Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, si interpreta nel senso che  sono  ammesse  in detrazione sia le imposte estere oggetto di una convenzione contro le doppie imposizioni in vigore tra l’Italia e lo Stato estero in cui il reddito che concorre alla formazione dell’imponibile e’ prodotto  sia le altre imposte o gli altri tributi esteri sul reddito. Nel caso  in cui sussistano obiettive condizioni  di  incertezza  in  merito  alla natura di un tributo estero non oggetto delle anzidette  convenzioni, il  contribuente  puo’  inoltrare   all’amministrazione   finanziaria istanza d’interpello ai sensi e per  gli  effetti  dell’articolo  11, della legge 27 luglio 2000, n. 212.

3. Le disposizioni del comma 1 del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data  di  entrata  in vigore del presente decreto.

Author: EMILIO MENEGHELLA
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